Servizi di marketing e comunicazione

Marketing automation per aziende e PMI

Il sistema che fa lavorare insieme i dati, i messaggi e le persone che vendono

marketing automation manager sta realizzando un flusso di informazioni al computer

Hai già una piattaforma di invio, un gestionale e un foglio di calcolo con i contatti raccolti in dieci anni di lavoro.

Funzionano, ciascuno per conto suo.

Il commerciale chiama chi ha risposto all’ultima mail, e intanto quaranta persone che hanno visitato tre volte la pagina prezzi restano dove sono.

Non manca uno strumento in più: manca il filo che li tiene insieme e decide chi merita attenzione, quando e con quale messaggio.

Quel filo si progetta prima di comprarlo.
Questa pagina racconta come, con quali attività e in quanto tempo si vede se sta funzionando.

marketing automation manager sta realizzando un flusso di informazioni al computer

Gli strumenti ci sono già, tuttavia non si parlano

Nelle aziende che incontriamo il problema raramente è la mancanza di tecnologia.

È la distanza fra un dato e l’azione che dovrebbe farlo fruttare: il contatto che scarica un catalogo resta nel modulo, la visita ripetuta resta nell’analytics, la trattativa ferma da sei mesi resta nel gestionale.

Tre archivi che raccontano la stessa persona e non si scambiano una riga.

La marketing automation è il sistema che mette in comunicazione quegli archivi e trasforma un comportamento in un messaggio pertinente.

Riguarda i flussi, il punteggio assegnato ai contatti, la coltivazione di chi non è ancora pronto e il collegamento con chi vende.

La scelta di quale software adottare e il modo di governarlo sono un’altra partita, e vivono nella pagina di consulenza CRM marketing.

Qui parliamo di che cosa si costruisce sopra.

Quando un sistema di automazione conviene davvero

un uomo illustra un flusso di automazioni di marketing

L’automazione rende quando c’è già qualcosa da automatizzare.

Sotto una certa soglia di contatti e di traffico, una persona attenta fa meglio di qualsiasi flusso.

Riconoscerai la tua azienda in almeno tre di queste righe:

  • Il database supera i duemila contatti e cresce ogni mese
  • Fra il primo contatto e la firma passano settimane o mesi
  • Più persone seguono lo stesso cliente in momenti diversi
  • Le richieste arrivano da canali che non comunicano fra loro
  • Esiste un gestionale o un CRM, tuttavia lo usa solo il commerciale
  • Le campagne partono quando qualcuno se ne ricorda
un uomo illustra un flusso di automazioni di marketing
FARO by Factory

Come procediamo, fase per fase

Lavoriamo con FARO by Factory, il metodo che applichiamo a ogni progetto. Sull’automazione serve soprattutto nella prima fase: la maggior parte dei sistemi che non rendono è partita costruendo flussi prima di aver guardato i dati.

Che differenza c'è fra un flusso di marketing automation e un vecchio piano di direct mail?

Il mestiere è lo stesso: segmentare, scegliere i tempi, misurare la risposta. Cambia chi dà il via.

Nel direct mail partiva il calendario, uguale per tutti; in un flusso automatico parte il comportamento della singola persona.

Per l’imprenditore significa una cosa: il ritmo lo detta il cliente, e il piano si costruisce sui suoi segnali.

Le cinque aree su cui lavoriamo

Ogni progetto parte dalla progettazione dei flussi, che è il lavoro di fondo e non si vede: mappare i percorsi, decidere le regole di ingresso e di uscita, stabilire che cosa succede quando una persona non risponde.

Sopra quel lavoro si appoggiano cinque aree, e si attivano una alla volta.

Il primo flusso in produzione vale più di dieci sulla lavagna

Un sistema si giudica quando incontra persone vere.
Per questo il primo percorso va online presto, anche imperfetto: è l’unico modo per scoprire dove i contatti si fermano davvero, invece di immaginarlo.
Da lì si corregge e si aggiunge.

Come si sceglie una piattaforma di marketing automation per un'azienda italiana?

Si parte dai flussi che servono, non dal confronto fra software.

Quattro criteri decidono: quali integrazioni esistono già verso il gestionale in uso, quanti contatti attivi si prevedono fra due anni, chi manterrà il sistema dentro l’azienda, dove risiedono i dati.

Una piattaforma ricca di funzioni che nessuno userà costa più di una semplice usata bene.

Da che cosa dipende l'investimento

L’investimento si definisce sul progetto, perché due aziende con lo stesso numero di dipendenti possono avere situazioni molto diverse. Quattro elementi lo determinano:

  • Lo stato del database. Contatti puliti, con consensi tracciati e provenienza nota, accorciano il lavoro. Un archivio stratificato in dieci anni richiede una fase di riordino prima di qualsiasi flusso.
  • Il numero di flussi. Si parte quasi sempre da uno o due e si cresce. La spesa segue quella curva.
  • Le integrazioni. Collegare una piattaforma diffusa a un CRM standard è una cosa; collegarla a un gestionale su misura è un’altra.
  • L’autonomia che vuoi raggiungere. Se il sistema resterà in mano tua, serve formazione; se lo seguiamo noi, serve un presidio continuativo.

Sui tempi: il primo flusso in produzione richiede in genere poche settimane, mentre i dati utili a decidere che cosa cambiare arrivano dopo un paio di mesi di esercizio.

Come cambia il sistema nei settori in cui lavoriamo

Domande frequenti sulla marketing automation

Che cosa comprende esattamente il servizio

Comprende la lettura del database esistente, la progettazione dei flussi, la loro costruzione sulla piattaforma, il punteggio dei contatti, il collegamento con il CRM e la misurazione dei risultati.

La scrittura dei contenuti che viaggiano dentro i flussi si concorda a parte, secondo quanto materiale esiste già.

Il primo flusso entra in produzione in poche settimane. I dati che servono a decidere le correzioni arrivano dopo circa due mesi di esercizio, perché prima il campione è troppo piccolo per distinguere un segnale da una coincidenza.

L’email marketing riguarda il messaggio e la sua efficacia su un database proprio.

La marketing automation riguarda il sistema che decide chi riceve quel messaggio, in che momento e che cosa succede dopo. Il secondo usa il primo come uno dei suoi canali.

Un CRM aiuta, tuttavia non è un prerequisito. Si può iniziare con i flussi su una piattaforma di invio e introdurre il CRM quando il numero di trattative lo rende necessario.

L’ordine sbagliato è il contrario: comprare un CRM senza sapere quali dati dovrà ricevere.

Servono contatti con un consenso tracciabile, una fonte riconoscibile e almeno un comportamento registrato — un acquisto, un download, una richiesta.

Un elenco di indirizzi senza storia si può usare, tuttavia il sistema parte cieco e impiega più tempo a diventare utile.

Si guardano tre cose: quanti contatti avanzano di stadio nel tempo, quanto si accorcia la distanza fra primo contatto e trattativa aperta, quanto fatturato passa da percorsi automatici.

Le aperture e i clic servono a correggere i messaggi, non a valutare il sistema.

Escono dai flussi attivi ed entrano in un percorso a bassa frequenza, oppure vengono archiviati.

Tenere in circolo chi non apre da un anno peggiora la reputazione del dominio e rende meno efficaci i messaggi destinati a tutti gli altri.

Il consenso va raccolto per finalità distinte e conservato con data e fonte, il contatto deve poter uscire in ogni momento, e i dati di comportamento vanno trattati con la stessa cura di quelli anagrafici.

Progettiamo i flussi partendo da questi vincoli, invece di adattarli dopo.

Partiamo dall’obiettivo e da quello che hai già

Un’ora di conversazione basta a capire se il tuo database è pronto e quale flusso conviene costruire per primo.
Se la risposta è che non è ancora il momento, te lo diciamo: un sistema costruito su dati insufficienti costa e non rende.
In Factory Communication preferiamo partire quando le condizioni ci sono.

4 unconventional people

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