Competenze · Email marketing

Servizi di email marketing per aziende e PMI

Un canale che parla a chi ti ha già dato il permesso di scrivergli

Hai una lista. Forse duemila indirizzi, forse ventimila, raccolti in anni di fiere, moduli e acquisti.

È l’unico pubblico che possiedi davvero: non lo affitti a una piattaforma, non dipende da un algoritmo che cambia le regole.

Poi arriva la domanda scomoda: quando le hai scritto l’ultima volta? E quando le hai scritto, quanti hanno aperto?

Nella maggior parte delle aziende che incontriamo la lista esiste e non lavora. Non per mancanza di strumenti: gli strumenti ci sono quasi sempre. Manca la decisione su chi riceve che cosa, e ogni quanto.

L’email marketing costruisce quella decisione, e la misura ogni mese con gli stessi numeri.

Persona che racconta un prodotto sui social durante una campagna di influencer marketing

Che cosa succede quando una lista resta ferma

Un indirizzo email perde valore da solo. Le persone cambiano lavoro, cambiano casella, smettono di aprire.
Ogni anno una parte consistente di qualunque database diventa irraggiungibile senza che nessuno se ne accorga.

Nelle aziende dove il canale resta scoperto succedono tre cose riconoscibili.

Si scrive quando c’è qualcosa da vendere, e la lista impara che quel mittente chiede sempre. Le aperture calano invio dopo invio.

Tutti ricevono tutto, perché segmentare richiede una decisione e la decisione non è mai stata presa.

I numeri si guardano dopo ogni invio, senza confrontarli con l’invio precedente: si vede il dato, tuttavia non si vede il movimento.

L’email marketing tiene insieme questi tre pezzi. Decide a chi scriviamo, con quale ritmo, e con quali numeri verifichiamo che la relazione stia crescendo invece che consumarsi.

Quando questo canale porta il beneficio maggiore

Ci sono situazioni in cui l’email rende più di ogni altro canale. Queste sono le più ricorrenti fra i progetti che seguiamo.

  • Esiste già un database costruito negli anni che nessuno coltiva da mesi
  • Il ciclo di vendita è lungo e la decisione matura in settimane o in mesi
  • Il cliente torna nel tempo, e fra un acquisto e l’altro la relazione va tenuta viva
  • La rete commerciale ha bisogno di contatti già informati prima della telefonata
  • Il costo dei canali a pagamento cresce e serve un pubblico di proprietà
  • L’azienda raccoglie iscrizioni dal sito, dalle fiere o dal punto vendita senza un percorso che le accolga

In tutti questi casi il lavoro comincia dalla stessa domanda: chi c’è dentro quella lista, e che cosa si aspetta da te.

Imprenditrice osserva i risultati di una campagna influencer sullo schermo di un portatile
FARO by Factory

Come lavoriamo: il metodo FARO

Ogni progetto segue le quattro fasi del metodo FARO. Le trovi identiche su qualunque servizio, perché è la sequenza che rende confrontabili i risultati nel tempo.

Che cosa distingue un servizio di email marketing da una piattaforma di invio?

Una piattaforma invia: gestisce liste, modelli e statistiche. Un servizio di email marketing decide che cosa inviare, a chi e quando, sceglie la piattaforma dopo gli obiettivi e presidia il recapito, il consenso e la lettura dei dati.

Lo strumento esegue; il servizio costruisce il percorso che porta il contatto alla decisione.

Cinque cose che restano in azienda

Email marketing b2b: quando la decisione richiede mesi

Nel b2b chi riceve la tua email raramente decide da solo.
Legge, gira il messaggio a un collega, torna sull’argomento tre settimane dopo quando il progetto entra in budget.

Il canale email è l’unico che regge quel tempo senza costi crescenti: una sequenza che accompagna la valutazione vale più di sei promemoria commerciali.

Il lavoro cambia di conseguenza: segmenti costruiti sul ruolo invece che sul settore, contenuti che aiutano a costruire il caso interno, ritmo lento e costante.

In che cosa l'email marketing differisce dal direct mail cartaceo?

Resta uguale il mestiere: conoscere il destinatario, scrivere per lui, misurare la risposta.

Cambia la proprietà della lista, perché l’email marketing lavora su indirizzi che hanno dato il consenso mentre il direct email marketing (DEM) sono campagne su indirizzari esterni noleggiati.

Per l’imprenditore comporta questo: la lista propria costa tempo e resta un patrimonio dell’azienda.

Da che cosa dipende l'investimento

Quattro elementi determinano la dimensione di un progetto email.

  1. Il numero di invii nel mese: una newsletter mensile pesa diversamente da un piano che unisce contenuti periodici, sequenze automatiche e campagne stagionali.
  2. Il numero di segmenti: scrivere a tutti allo stesso modo costa poco e rende poco; percorsi distinti per linea di prodotto o per fase della relazione richiedono più lavoro e rendono di più.
  3. Lo stato della lista e degli strumenti: chi ha già una piattaforma in uso, il consenso in regola e i dati puliti parte più avanti di chi deve ricostruire le fondamenta.
  4. La durata: il canale si giudica su almeno sei mesi, perché il confronto fra invii è l’unico dato che dice se sta crescendo.

Nel primo incontro ricostruiamo questi quattro elementi e ti diamo una soglia minima realistica per il risultato che hai in mente, insieme ai tempi entro cui aspettarti i primi segnali.

I settori in cui lavoriamo

Il metodo resta lo stesso; cambiano il ritmo giusto, il contenuto che merita l’apertura e il momento in cui la relazione si riattiva.

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