
Per decenni la domanda era una sola: la tua azienda è sulle Pagine Gialle?
Il volume arrivava in ogni casa, e chi cercava un idraulico, un avvocato o una trattoria sfogliava quelle pagine.
Oggi lo stesso gesto passa da Google Maps, da Tripadvisor, da un portale di settore e, sempre più spesso, da una domanda rivolta a ChatGPT o a Gemini.
L’elenco si è moltiplicato. Le directory per aziende attive in Italia sono decine, gratuite e a pagamento, generaliste e di settore.
A settembre 2026 ne abbiamo verificate 62, una per una:
- stato
- costi
- autorità del dominio
- peso nelle risposte degli AI engine.
Ne sono rimaste 50 da considerare, e solo alcune meritano il tuo tempo da subito. Qui trovi che cosa sono, quali vantaggi SEO offrono, quali rischi comportano e da quali dieci conviene partire.
Che cosa sono le directory per aziende
Le directory per aziende sono portali che raccolgono schede di attività: nome, indirizzo, telefono, sito, orari, categoria, spesso foto e recensioni.
In inglese si chiamano business listing, un termine ormai entrato anche nel lessico italiano del marketing.
Ogni scheda è una piccola carta d’identità pubblica dell’azienda, consultata dalle persone e letta dai motori di ricerca.
Dalla guida cartacea alla scheda online
Il principio è quello dell’elenco telefonico: essere dove il cliente cerca. Cambia la natura della scheda.
Quella cartacea era statica e usciva una volta all’anno; quella online si aggiorna in tempo reale, raccoglie recensioni e dialoga con altre piattaforme.
PagineGialle.it ne è l’esempio più chiaro: una sola registrazione compare anche su PagineBianche, TuttoCittà e Virgilio.
Directory, listing e citazioni: tre parole, due significati
Directory e listing indicano il portale e la scheda. Citazione ha invece due usi che conviene distinguere.
Nella SEO locale una citazione è ogni menzione online di nome, indirizzo e telefono dell’azienda, i cosiddetti dati NAP (name, address, phone).
Negli AI engine la citazione è il link alla fonte che ChatGPT o Perplexity mostrano accanto alla risposta, un tema che approfondiamo nell’articolo su come misurare le citazioni AI. Le directory lavorano su entrambi i fronti.
Generaliste, verticali e di recensioni
Le directory generaliste accolgono qualunque attività: Google Business Profile, PagineGialle.it, Cylex.
Le verticali servono un settore preciso:
- TheFork per i ristoranti
- Booking.com per le strutture ricettive
- MioDottore per la sanità
- Immobiliare.it per le agenzie.
Le piattaforme di recensioni, come Trustpilot, costruiscono reputazione più che visibilità locale.
Una presenza equilibrata combina le tre famiglie, in proporzioni diverse a seconda del settore.
Che differenza c’è fra le Pagine Gialle di un tempo e le directory online?
Le Pagine Gialle erano un solo elenco, stampato una volta all’anno e consultato dalle persone.
Le directory online sono decine di portali aggiornati in tempo reale, consultati da persone, motori di ricerca e AI engine.
Lo scopo resta farsi trovare; cambiano il numero di fonti da tenere coerenti e il fatto che anche le macchine le leggono.
- Che cosa resta uguale: conta essere presenti dove il cliente cerca, nella categoria giusta, con dati corretti.
- Che cosa cambia: le fonti sono molte e si alimentano a vicenda. Un indirizzo sbagliato su un portale può propagarsi su mappe, navigatori e risposte AI.
Che cosa comporta per la tua decisione: la scelta passa dal «dove comparire» al «quali schede presidiare e tenere allineate». Pochi portali curati valgono più di molti portali lasciati a sé stessi.
Quali vantaggi SEO offrono le directory per aziende
Citazioni locali e coerenza dei dati
Google confronta i dati dell’azienda che trova in rete.
Quando nome, indirizzo e telefono coincidono su sito, Google Business Profile e directory, il segnale è coerente e l’azienda risulta affidabile per le ricerche della zona.
È il lavoro di base della local SEO: pochi portali autorevoli, dati identici ovunque.
Link e autorità: follow e nofollow
Molte schede permettono di inserire il link al sito.
Il valore dipende dal portale e dal tipo di link:
- un link follow trasmette autorità,
- un link nofollow porta visite e segnala la presenza, senza trasferire forza di posizionamento.
OpenStreetMap, per esempio, usa link nofollow. Il consiglio pratico è controllare il codice di una scheda reale prima di contare su quel link, perché i portali cambiano impostazioni nel tempo.
Visibilità su Maps e nelle ricerche locali
La scheda di Google Business Profile alimenta il riquadro locale della ricerca e Google Maps.
È la prima da curare e la più importante: la trattiamo nel dettaglio nella guida a Google My Business, il nome con cui il servizio era conosciuto fino al 2021.
Directory e AI engine: come ChatGPT e Gemini ricostruiscono chi sei
Quando qualcuno chiede a un assistente AI «un buon commercialista a Crema» o «le migliori directory gratuite per PMI», la risposta nasce da fonti esterne. Le directory sono fra queste fonti, e alcuni legami sono documentati.
Le fonti che gli AI engine leggono
- Bing Places: OpenAI indica Microsoft fra i fornitori di ricerca di ChatGPT, e Bing è anche il motore di Copilot. Dal 3 ottobre 2025 il servizio si gestisce su bing.com/forbusiness.
- Google Maps: Google collega Gemini ai dati di oltre 250 milioni di luoghi, con recensioni, orari e indirizzi.
- Yelp: il 23 luglio 2026 ha concesso in licenza a OpenAI recensioni e dati aziendali per ChatGPT. La copertura italiana dell’accordo resta da chiarire.
- Trustpilot: secondo LLM Pulse, a settembre 2026 è il settimo dominio più citato da ChatGPT, Perplexity, Gemini e AI Overviews.
Portali di settore: idealista ha un’app dentro ChatGPT attiva anche in Italia da marzo 2026, e trivago mette a disposizione degli assistenti AI i dati delle schede hotel.
Per la differenza fra posizionamento sui motori e presenza nelle risposte AI trovi una sintesi nell’articolo su cosa sono SEO, GEO e AEO.
Perché i dati coerenti contano anche per l’AI
Un AI engine che trova due indirizzi o due orari diversi sceglie una versione, e può scegliere quella superata.
Il rischio concreto è un cliente che arriva a una sede chiusa, o una risposta con un numero dismesso.
Tenere allineate le schede principali è la forma più semplice di presidio GEO.
Accanto alle directory, le menzioni su testate e siti di settore sono il terreno delle digital PR, l’altra leva con cui un’azienda diventa una fonte riconoscibile.
Svantaggi e rischi delle directory per aziende
Schede doppie e dati da mantenere
Ogni scheda aperta è un impegno: va aggiornata a ogni cambio di sede, telefono o orario.
Alcuni portali creano schede in automatico dai registri pubblici, e capita di trovarne due per la stessa azienda. Conviene censire le schede esistenti prima di aprirne di nuove.
Portali deboli, portali che cambiano, costi ricorrenti
Esistono directory con autorità bassa e poco traffico, che portano un beneficio SEO minimo.
Anche il panorama si muove: Habitissimo ha chiuso il 10 febbraio 2025, e dal 14 aprile 2026 Apple Business ha preso il posto di Apple Business Connect.
Diverse directory offrono piani a pagamento con listino riservato o rinnovo automatico: prima di aderire conviene leggere durata, preavviso e contenuto effettivo del piano.
Commissioni e dipendenza dalle piattaforme
I portali di prenotazione e consegna lavorano a commissione.
Airbnb, per esempio, dichiara il 20% sulle Esperienze e il 15,5% sugli alloggi per la maggior parte degli host.
Portano clienti e, allo stesso tempo, spostano margine e relazione verso la piattaforma. Il sito proprio resta il canale in cui l’azienda decide le regole.
Conviene iscriversi a un portale con poco traffico?
Dipende dall’obiettivo. Per il solo posizionamento SEO conviene dare priorità ai portali con autorità alta.
Un portale con poco traffico diventa una buona scelta quando è specifico del tuo settore e porta richieste qualificate: in quel caso il valore sta nei clienti che arrivano, più che nella forza del link. La scelta dipende da che cosa ti serve.
Per decidere si incrociano due criteri:
- l’autorità del portale, misurata con l’Authority Score di Semrush e considerata alta da 50 in su
- la sua specializzazione.
Ne nascono quattro situazioni:
- Autorità alta, portale generalista: è il presidio di base, la scheda si crea subito. Esempi: PagineGialle.it, Kompass, Trustpilot.
- Autorità alta, portale verticale: è una priorità per chi opera in quel settore. Esempi: Tripadvisor, TheFork, Booking.com, MioDottore.
- Autorità bassa, portale verticale: è una scelta strategica, valida se il portale porta clienti del settore. Esempi: Commercialista.com, Winedering, Treatwell.
- Autorità bassa, portale generalista: si rimanda a quando le fonti principali sono in ordine. Esempi: Cylex, Hotfrog.
I valori sono una fotografia di settembre 2026: prima di iscriverti, vale la pena rimisurarli.
Le 10 directory per aziende da cui partire
Questa è la selezione da cui partire per quasi ogni azienda italiana. Prezzi verificati sulle fonti ufficiali a settembre 2026.
| Directory | Costo | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Google Business Profile | Gratuito | Alimenta Google Maps e il riquadro locale; i dati entrano in Gemini | Serve la verifica di proprietà |
| Bing Places for Business | Gratuito | Porta verso Bing, Copilot e la ricerca di ChatGPT; si importa da Google | L’integrazione con Copilot è ancora in sviluppo |
| Apple Business | Gratuito | Scheda su Apple Maps, Siri e Wallet | Molte guide in rete usano ancora il vecchio nome Apple Business Connect |
| PagineGialle.it | Scheda base gratuita; servizi di visibilità a pagamento con listino su richiesta | Una registrazione compare anche su PagineBianche, TuttoCittà e Virgilio | Forte spinta commerciale verso i servizi a pagamento |
| Pagina Facebook | Gratuita; Meta Verified a pagamento | Molto diffusa e spesso visibile nei risultati di ricerca | Portata organica legata all’algoritmo |
| Pagina aziendale LinkedIn | Gratuita; Premium con listino su richiesta | Profilo di riferimento per il B2B | Pensata per il B2B, senza funzioni di mappa |
| Trustpilot | Piano gratuito; Starter 99 $, Plus 319 $, Premium 799 $ al mese per dominio, contratto annuale | Fra i domini più citati dagli AI engine | Piani a pagamento impegnativi e in dollari |
| Tripadvisor | Scheda gratuita; Business Advantage per gli alloggi da 99 $ l’anno | Riferimento per ristorazione e turismo | Le funzioni più utili sono a pagamento |
| Foursquare | Rivendicazione gratuita | Distribuisce i dati a una rete di app e dichiara OpenAI fra i clienti dei suoi dati | App per i consumatori chiusa; il legame con ChatGPT è dichiarato solo da Foursquare |
| Kompass | Registrazione gratuita; profilo Booster con listino su richiesta | Directory B2B storica con buona autorità | Versione gratuita limitata |
La guida completa con i 50 portali, divisi per settore e con la matrice di priorità, è scaricabile in formato Excel in fondo all’articolo.
Come puoi verificare i benefici che hai ottenuto?
Una directory vale quanto porta. Dopo qualche settimana dall’iscrizione i benefici si misurano in due modi semplici:
- controllando se il link della scheda è stato rilevato e se ha valore per il posizionamento
- contando le visite che arrivano al sito da quel portale.
Il backlink è stato rilevato e porta valore?
Con Semrush, nella sezione Backlink Analytics, inserisci il dominio del tuo sito e apri l’elenco dei backlink.
Qui verifichi tre cose:
- se il link dalla directory compare
- se è follow o nofollow
- quale Authority Score ha la pagina che ti linka.
Un link follow da un portale autorevole contribuisce al posizionamento; un link nofollow resta utile come segnale di presenza e fonte di visite.
Lo strumento Backlink Audit, sempre in Semrush, segnala invece i link da tenere sotto controllo perché provenienti da siti di bassa qualità.
Se non usi Semrush, la sezione Link di Google Search Console mostra gratuitamente i siti che puntano al tuo, con un aggiornamento più lento e meno dettagli.
Quanto traffico arriva dalle directory?
In Google Analytics 4 apri Rapporti, poi Acquisizione e Acquisizione traffico, e scegli la dimensione «Sessione: sorgente/mezzo».
Le visite dalle directory compaiono con mezzo «referral» e con il nome del portale come sorgente, per esempio paginegialle.it / referral.
Per ognuna leggi sessioni, tempo di coinvolgimento e conversioni: una directory che porta poche visite e molti contatti vale più di una che porta tante visite di passaggio.
Due accorgimenti rendono il dato più preciso. I clic dalla scheda di Google Business Profile arrivano di norma come traffico organico di Google: aggiungendo al link della scheda un parametro UTM, per esempio utm_source=google-business-profile, li distingui dal resto.
Le visite che arrivano dagli assistenti AI compaiono spesso come referral con sorgente chatgpt.com o perplexity.ai: è un primo segnale, misurabile, del peso GEO delle tue schede.
Domande frequenti sulle directory per aziende
Sì, e sono le più importanti da cui partire. Google Business Profile, Bing Places, Apple Business, la scheda base di PagineGialle.it e le pagine aziendali di Facebook e LinkedIn sono gratuite.
Le versioni a pagamento aggiungono visibilità extra, statistiche o strumenti per gestire le recensioni.
Conta la qualità più del numero. Una base solida comprende le schede delle mappe (Google, Bing, Apple), uno o due elenchi generalisti e i portali verticali del proprio settore. Una decina di schede curate e coerenti vale più di cinquanta schede aperte e poi dimenticate.
I modelli sono tre: abbonamento mensile o annuale, commissione sulle prenotazioni o sulle vendite, pagamento per ogni contatto ricevuto. Molti portali comunicano il listino solo dopo il contatto commerciale. Prima di aderire conviene verificare durata minima, rinnovo automatico e preavviso di disdetta.
Si accede alla scheda rivendicata e si modificano i campi. Il metodo più ordinato è tenere un documento con i dati ufficiali, cioè ragione sociale, indirizzo, telefono, sito e orari, e usarlo come riferimento unico per ogni portale, aggiornando tutte le schede a ogni cambiamento.
NAP sta per name, address, phone: nome, indirizzo e telefono. Quando coincidono su tutte le fonti, motori di ricerca e AI engine riconoscono l’azienda con sicurezza. Differenze anche piccole, come un’abbreviazione o un vecchio numero, generano dubbi e possono far comparire informazioni superate
Contano per la SEO locale e ancora di più per la fiducia di chi legge. Recensioni recenti, numerose e con la risposta del titolare rendono la scheda più convincente. La gestione delle recensioni è un lavoro continuativo, con strumenti e strategie dedicati.
Si guardano tre elementi: se il portale è usato dai clienti del settore, quale autorità ha il dominio, quale modello economico applica.
Un ristorante trova valore in TheFork e Tripadvisor, uno studio legale in portali come deQuo.
Per esempi di strategia verticale puoi leggere la guida alla local SEO per ristoranti e quella sulla SEO per avvocati.
Prima si rivendica la scheda, dimostrando di esserne il titolare: di solito con una telefonata, un codice spedito per posta o un’email dal dominio aziendale.
Da lì si modificano i dati o si chiede la chiusura. Quando la scheda è stata creata in automatico, la richiesta passa dall’assistenza del portale.
Scarica la guida alle 50 directory per aziende
Le directory sono uno dei tasselli di una strategia SEO completa: se vuoi capire quali schede presidiare per la tua azienda e come tenerle allineate, possiamo analizzarle insieme.
Nel file Excel trovi i 50 portali verificati, con costi, pro e contro, metriche di autorità e la matrice di priorità per settore.
Il file ha quattro fogli. Li trovi nelle linguette in basso: cliccaci sopra per aprirli uno alla volta.
- Come usare questa guida: come leggere il file, la matrice delle priorità, i cinque passi per partire e il link all’articolo.
- Le directory: una riga per portale, con dove iscriversi (link cliccabile), stato a settembre 2026, modello, costo, pro, contro, Authority Score, priorità, legame con gli AI engine e la colonna “Da cui partire” con le 10 dell’articolo. I filtri sono attivi.
- Le mie schede: registro da compilare, con una riga d’esempio, menu a tendina per i dati NAP e il tipo di link, e i totali di visite e contatti.