Selezioniamo i creator per affinità reale con il tuo brand, il tuo pubblico e i tuoi obiettivi di campagna.
Molte campagne con i creator iniziano da un elenco di profili e da una trattativa sul prezzo.
Il risultato è quasi sempre lo stesso: contenuti corretti, pubblico distratto, numeri che restano tiepidi.
Il creator giusto per il tuo brand esiste, tuttavia raramente si trova già pronto in un catalogo: va cercato.
Serve capire chi vuoi raggiungere, in quale territorio, con quale tono di voce, e da lì andare a scovare la persona che quella community la conosce davvero.
In questa pagina trovi il metodo con cui lo facciamo e tre campagne in cui ha funzionato.
La scelta del creator è il punto in cui una campagna si gioca quasi per intero.
Un profilo con molti follower garantisce numeri di copertura, tuttavia parla a un pubblico ampio e generico. Un profilo affine parla a poche migliaia di persone che lo ascoltano davvero, e tra quelle persone ci sono i tuoi clienti.
Quando la selezione avviene su un listino, la conversazione scivola inevitabilmente sul prezzo: quanto costa questo, quanto costa quello, quale sconto è possibile.
La domanda utile è un’altra: chi ha già la fiducia delle persone che vuoi raggiungere?
Rispondere richiede lavoro di ricerca. Analisi dell’audience reale, verifica dell’engagement, coerenza valoriale, storico delle collaborazioni, prossimità geografica quando serve.
È un mestiere, ed è quello che facciamo prima ancora di proporti un nome.
Un metodo per fasi dichiarate, che genera strategia e contenuti della campagna un passo alla volta.
Lo scouting è un percorso, e ogni fase risponde a una domanda diversa: chi vogliamo raggiungere, con quale leva, con quale racconto, e come sapremo se ha funzionato. Sono le quattro fasi cicliche del Factory System, applicate al lavoro con i creator.
Studiamo il pubblico che vuoi raggiungere e il territorio in cui si muove: dati demografici, abitudini di consumo, piattaforme frequentate, contenuti che nel tuo settore stanno già funzionando.
Guardiamo anche cosa fanno i tuoi concorrenti e con quali voci.
Da qui esce l’identikit del creator ideale, prima ancora di aprire un solo profilo.
Traduciamo l’identikit in decisioni: obiettivi e KPI della campagna, leva più adatta (creator, UGC creator, oppure entrambi), formati, numero di voci e territori da coprire.
Poi cerchiamo i profili che rispondono a quel disegno e li verifichiamo nei dati: qualità reale dell’audience, engagement autentico, coerenza tematica e valoriale.
Arrivi a una rosa di pochi nomi, ciascuno con la motivazione scritta accanto.
Costruiamo il brief creativo, definiamo i key message e lasciamo al creator lo spazio per raccontarli con la propria voce.
La trasparenza verso il pubblico è sempre esplicita, secondo le indicazioni previste dalle linee guida.
Leggiamo i dati e diamo una seconda vita ai contenuti che hanno funzionato: amplificazione in paid, riutilizzo nelle campagne e nel funnel.
Spesso è qui che una campagna genera il ritorno più alto.
3 campagne, 3 obiettivi diversi, 3 creator scelti per ragioni precise.
Le opportunità per realizzare una campagna di influencer marketing sono infinite: inaugurazione di un locale, un evento o ricorrenza, il lancio di un nuovo piatto.
Portare l’arte contemporanea dentro uno spazio inatteso, il Milan Bergamo Airport, e farla raccontare a un pubblico ampio e internazionale.
Serviva un creator con una voce riconosciuta nel mondo luxury e lifestyle, capace di trasformare un’installazione in un racconto desiderabile.
Un singolo contenuto ha superato i 3 milioni di visualizzazioni, oltre 60.000 like e più di 1.000 ricondivisioni, con contatti generati da brand internazionali.
Riempire un ristorante nei giorni dell’anniversario, parlando alle famiglie di Ancona e dintorni.
Serviva una voce del territorio marchigiano, credibile su food ed eventi, ascoltata da genitori tra i 25 e i 45 anni.
Quattro momenti promozionali tra Stories e Reel, con circa il 40% dei profili raggiunti fuori dalla follower base della creator e centinaia di click alla geolocalizzazione del ristorante.
Portare persone dentro 3 locali in tre città diverse, Bologna, Verona e Lecco, raccontando l’elemento che rende Pizzikotto riconoscibile: la scelta della stesura della pizza.
5 micro influencer locali, uno per area, per una media del 59,1% di profili raggiunti fuori dalla follower base, con picchi al 71%.
Ogni città ha avuto la propria voce, e il messaggio è rimasto lo stesso.
Ha costruito a mano, in dodici mesi, la Panda più stretta del mondo: una monoposto elettrica funzionante, con il 99% di componenti originali.
È un creator che parla a una community appassionata di meccanica, ingegno e cultura popolare italiana, con un tono ironico e riconoscibile.
È entrato da poco nel nostro network.
Lo trovi qui perchè rappresenta bene il criterio con cui scegliamo: profili con un’identità forte, che portano un mondo, non solo un numero di follower.
Una creator agency progetta la campagna e sceglie i creator in funzione degli obiettivi del brand, attraverso uno scouting che verifica audience reale, engagement e coerenza valoriale.
Un catalogo di talent, invece, propone profili già pronti tra cui selezionare a listino.
La differenza sta nel punto di partenza: la strategia oppure la disponibilità.
Accanto ai creator che pubblicano sui propri canali lavoriamo con gli UGC creator, che producono contenuti destinati ai canali del brand. Il valore qui sta nel contenuto, prima ancora che nella community: video nativi, autentici, pensati per funzionare come creatività nelle campagne Meta e TikTok, dove abbassano il costo per mille e alzano la rilevanza percepita.
Le due leve convivono bene: il creator porta la relazione, l’ UGC creator porta l’asset.
Molte campagne partono dalla prima e crescono con la seconda.
Partiamo dal pubblico da raggiungere e costruiamo il profilo ideale del creator. Poi verifichiamo i candidati sui dati: qualita’ e demografia dell’audience, engagement autentico, coerenza tematica e valoriale, storico delle collaborazioni. La rosa finale e’ breve e motivata.
Perché un elenco ampio sposta la conversazione sulla disponibilità e sul listino. Pochi nomi scelti con criterio spostano la conversazione sui risultati. La selezione è già parte del lavoro strategico.
Sì. Lo scouting guarda al mercato intero. Quando il profilo giusto per la tua campagna è un creator che ancora non conosciamo, lo cerchiamo, lo verifichiamo e lo attiviamo.
Dipende dall’obiettivo e dalla geografia. Una campagna locale può vivere con un solo creator ben scelto; una campagna su più città richiede una voce per ciascun territorio. Il numero nasce dalla strategia.
L’influencer pubblica sui propri canali e mette a disposizione la relazione con la sua community. L’UGC creator produce contenuti per i canali del brand, dove il valore sta nella qualità del contenuto e nel suo utilizzo in campagna.
Definiamo i KPI nel brief, prima della pubblicazione: copertura, percentuale di pubblico raggiunto fuori dalla follower base, salvataggi, click, watch time, azioni sul punto vendita. Al termine ricevi un report che legge i numeri e indica cosa replicare.
Sì, e spesso è la scelta più redditizia. I contenuti che performano organicamente vengono amplificati in paid, direttamente dal profilo del creator oppure come creatività del brand, secondo quanto previsto dal contratto.
Sì. La selezione è curata e guarda alla qualità dei contenuti, alla coerenza dell’identità e al potenziale di crescita. Il percorso dedicato ai creator lo trovi nella pagina sul diventare influencer.