Sessantotto punti di controllo, una fotografia chiara del tuo sito e un piano di interventi ordinato per priorità.
Il tuo sito riceve visite, tuttavia i contatti arrivano con il contagocce.
Oppure il traffico è calato da qualche mese e la causa resta poco chiara. In entrambi i casi la domanda è la stessa: che cosa sta frenando davvero questo sito?
Spesso la risposta è tecnica e invisibile dall’esterno: pagine che i motori faticano a leggere, tempi di caricamento che allontanano chi arriva da telefono, contenuti che rispondono a una domanda diversa da quella che le persone digitano.
Un audit serve esattamente a questo: rendere visibile ciò che oggi resta nascosto, e trasformarlo in un elenco di decisioni.
Ti va di vedere come funziona?
Un audit SEO è l’analisi strutturata di un sito web che individua gli ostacoli tecnici, contenutistici e di autorevolezza che ne limitano la visibilità su Google e nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Comprende la verifica di scansione, indicizzazione, prestazioni, struttura degli URL, contenuti e dati strutturati.
Il risultato è un piano di interventi ordinato per priorità.
Uno strumento di scansione produce centinaia di segnalazioni in pochi minuti.
Il valore nasce dopo: nel verificare manualmente quali di quelle segnalazioni contano davvero per il tuo sito, nel metterle in ordine di impatto sul business e nel tradurle in decisioni comprensibili anche a chi guida l’azienda senza competenze tecniche.
Una consulenza SEO audit unisce quindi tre competenze: la lettura tecnica dei dati, la conoscenza di come le persone cercano nel tuo settore e la capacità di indicare da dove conviene iniziare.
Il primo intervento corretto vale più di venti interventi generici.
Se stai valutando un percorso SEO completo, l’audit è il punto di partenza naturale: puoi approfondire la consulenza SEO per aziende e il ruolo del consulente SEO nelle pagine dedicate.
Quando il sito viene trovato, tuttavia le persone restano poche.
Ci sono siti che compaiono nei risultati di ricerca migliaia di volte al mese e ricevono pochissime visite.
È uno dei segnali più frequenti e anche uno dei più fraintesi: il sito è visibile, tuttavia qualcosa nella promessa che offre in quel momento convince poco.
Altre volte accade il contrario: contenuti di valore che i motori faticano a raggiungere per un problema di configurazione.
Un audit distingue i due casi con i dati, invece che con le impressioni. Ecco le situazioni in cui conviene farlo:
L’analisi tecnica SEO si sviluppa su sessantotto punti di controllo, distribuiti in otto aree. Ogni punto viene verificato, documentato e classificato per priorità.
Copertura dell’indice, robots.txt, sitemap, canonical, redirect, pagine orfane, accesso dei crawler AI. Undici controlli.
Profondità di navigazione, struttura degli indirizzi, link interni, anchor text, sovrapposizioni di intento tra pagine. Dieci controlli.
Tempi di caricamento, stabilità visiva, reattività, peso delle immagini, cache e script di terze parti. Dieci controlli.
Parità dei contenuti su telefono, leggibilità, contrasto, navigazione da tastiera, conformità alle linee guida europee. Sette controlli.
Title, meta description, gerarchia degli heading, copertura dell’intento, contenuti duplicati, versioni multilingua. Dieci controlli.
Marcatura schema.org, dati aziendali, FAQ e prodotti, coerenza tra dichiarato e visibile. Sei controlli.
Profilo dei link in entrata, qualità dei domini referenti, anchor esterni, menzioni del marchio. Sette controlli.
Presenza nelle AI Overview e negli assistenti, indicizzazione su Bing, struttura citabile dei contenuti, anomalia zero-clic. Sette controlli.
Le persone cercano sempre più spesso dentro un assistente conversazionale, e ricevono una risposta sintetica con poche fonti citate.
In quello scenario la metrica cambia: conta essere la fonte citata, prima ancora del clic.
Per questo l’audit verifica anche come il sito viene letto dai sistemi di intelligenza artificiale, quali contenuti hanno una forma citabile e quanto è chiara l’identità dell’azienda nelle fonti che quei sistemi consultano.
L’audit riguarda il tuo sito. Il confronto con i concorrenti è un lavoro diverso, con obiettivi e strumenti propri: lo trattiamo nel servizio di analisi dei competitor.
Audit SEO per e-commerce: che cosa cambia
Un negozio online moltiplica le pagine: ogni variante di prodotto, ogni filtro e ogni ordinamento genera indirizzi che i motori devono interpretare.
L’audit e-commerce tecnico e strategico aggiunge otto controlli dedicati: gestione delle varianti, canonical su filtri e faccette, dati strutturati di prodotto, pagine di categoria, articoli esauriti e prestazioni delle schede su telefono.
Per un percorso continuativo dedicato alla vendita online puoi vedere la pagina del consulente SEO per e-commerce.
Per una piccola impresa l’audit ha un valore preciso: indica dove concentrare le risorse.
Con un budget da usare bene, sapere che tre interventi valgono quanto trenta cambia il ritorno dell’investimento.
Anche un sito di poche pagine può avere una configurazione che ne limita la visibilità: succede più spesso di quanto si immagini.
Per un’azienda strutturata il tema è diverso: molte pagine, più reparti che pubblicano, storicità del dominio.
Qui il SEO tecnico avanzato per siti aziendali serve a rimettere ordine in una struttura cresciuta nel tempo, a evitare che pagine diverse si contendano le stesse ricerche e a distribuire meglio l’autorevolezza interna.
Che cosa ricevi
Il lavoro procede in quattro momenti, ed è pensato per richiedere poco tempo alle persone della tua azienda.
Accesso in lettura agli strumenti di monitoraggio, scansione completa del sito ed estrazione dei dati di ricerca e di traffico.
Da te servono gli accessi e l’indicazione dei servizi che contano di più per il business.
Verifica manuale dei sessantotto punti di controllo e incrocio tra dati tecnici e dati di visibilità reale.
È la fase in cui una segnalazione automatica diventa un rilievo con un peso.
Ordinamento degli interventi in base all’impatto atteso e allo sforzo richiesto.
Il piano distingue ciò che porta risultati in poche settimane da ciò che costruisce valore nel tempo.
Consegna del report e incontro di presentazione. Spieghiamo che cosa abbiamo trovato e perché conviene procedere in quell’ordine; la decisione su come proseguire resta tua.
L’audit è il punto di partenza. Da lì si può costruire una strategia SEO integrata, oppure lavorare sul presidio del territorio con la local SEO.
L’ampiezza del lavoro dipende da alcune variabili concrete:
Sono questi elementi a definire il perimetro, e li chiariamo insieme prima di iniziare.
Le prime cinque aree sulle pagine strategiche. Adatta ai siti di piccole dimensioni e a un primo controllo.
Tutte e otto le aree, sessantotto punti di controllo. Pensata per i siti aziendali strutturati.
Le otto aree più gli otto controlli dedicati alla vendita online.
Su richiesta si aggiungono i moduli per i siti multilingua, per le migrazioni e per il presidio local.
In mezz’ora capiamo insieme quale configurazione ha senso per il tuo sito.
La consulenza Audit SEO si declina sui quattro verticali in cui lavoriamo.
Schede locali e menu poco leggibili dai motori, dati aziendali incoerenti tra le fonti, immagini pesanti che rallentano la consultazione da telefono.
Cataloghi ampi con varianti duplicate, contenuti visivi privi di descrizione testuale, versioni multilingua non allineate.
Contenuti tecnici privi dei segnali di affidabilità che i motori valorizzano, struttura degli argomenti frammentata su pagine che si sovrappongono.
Portali con pagine generate in serie, presidio del territorio incompleto, prestazioni deboli nei momenti di picco.
È un percorso in cui un consulente analizza il tuo sito per individuare gli ostacoli che ne limitano la visibilità su Google e negli assistenti AI. Comprende l’analisi tecnica, la verifica dei contenuti e del profilo dei collegamenti, e si conclude con un piano di interventi ordinato per priorità.
Comprende sessantotto punti di controllo distribuiti in otto aree: scansione e indicizzazione, architettura e URL, prestazioni e Core Web Vitals, esperienza mobile e accessibilità, contenuti e semantica, dati strutturati, autorevolezza e collegamenti, visibilità nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Il processo prevede quattro fasi: raccolta dei dati con gli strumenti di monitoraggio e una scansione completa, analisi manuale dei punti di controllo, prioritizzazione degli interventi per impatto e sforzo, restituzione con report e incontro di presentazione. Il risultato è un piano operativo, oltre alla diagnosi.
L’audit si concentra sul tuo sito e sulle sue condizioni di salute. Il confronto con i concorrenti è un lavoro con obiettivi e strumenti propri, che trattiamo come servizio dedicato: trovi tutto nella pagina sull’analisi dei competitor.
In genere ogni sei o dodici mesi. Conviene anticiparlo dopo un aggiornamento importante dell’algoritmo di Google, in occasione di un rifacimento del sito, di una migrazione o di un cambio di identità del marchio, e quando il traffico organico cala in modo evidente.
Perché indica dove concentrare le risorse. Con un budget da usare bene, sapere quali tre interventi valgono più di trenta cambia il ritorno dell’investimento. Anche un sito di poche pagine può avere una configurazione tecnica che ne limita la visibilità organica.
Sì, e con ancora più motivo. Un negozio online moltiplica gli indirizzi tra varianti, filtri e ordinamenti. Il modulo dedicato aggiunge otto controlli su schede prodotto, canonical, dati strutturati di prodotto, pagine di categoria e prestazioni su telefono.
Servono l’accesso in lettura agli strumenti di monitoraggio del sito, l’accesso al pannello di gestione quando occorre verificare una configurazione, i log del server se disponibili, e l’indicazione delle pagine e dei servizi più importanti per il tuo business.
In mezz’ora guardiamo insieme la situazione del tuo sito e capiamo quale configurazione di audit ha senso. Da lì, decidi tu come proseguire.
Factory Communication affianca imprenditori e aziende che vogliono crescere con metodo, nel rispetto delle persone che lavorano con loro.