Competenze · Campagne con creator

I contenuti giusti, prodotti da chi sa parlare al tuo pubblico

Il creator è pagato per il contenuto che produce, non per quanti lo seguono

Molte aziende arrivano a un creator con la domanda che userebbero per un influencer: quante persone lo seguono.

È la domanda giusta per un altro mestiere. Qui conta che cosa sa produrre.

Quello che stai comprando è la capacità di girare un video che sul feed funziona, con la luce, il ritmo e i primi tre secondi che quella piattaforma premia, e che tu potrai riutilizzare in advertising per mesi.

Il pubblico del creator resta un vantaggio in più, e vive nel contratto come clausola di pubblicazione.

Qui sotto trovi come lo mettiamo in pratica.

Creator spiega un prodotto durante una campagna UGC marketing per aziende

Il contenuto girato in studio e il contenuto che il feed premia

Le aziende producono contenuti da anni, spesso bene.
Il materiale nasce curato: luci controllate, prodotto in evidenza, messaggio limato.

Poi arriva sul feed e passa senza fermare nessuno, mentre accanto un video girato in cucina con il telefono raccoglie migliaia di visualizzazioni.

La differenza non sta nella qualità tecnica.
Sta nel fatto che ogni piattaforma ha un linguaggio proprio, fatto di ritmo, inquadrature, primi secondi, modo di parlare.

Chi ci lavora ogni giorno lo conosce per pratica, e lo applica senza doverci pensare.

C’è una seconda differenza, meno visibile e più costosa.
Il contenuto di un creator arriva con una persona dentro, e questo cambia il modo in cui viene guardato: non è un annuncio, è qualcuno che mostra qualcosa.

Quando poi quello stesso contenuto viene usato in advertising, rende più del materiale prodotto in studio, tuttavia questo accade solo se i diritti d’uso sono stati concordati prima di girare.

Le aziende per cui questo lavoro produce risultati

Creator fotografa un piatto con lo smartphone durante una campagna di influencer marketing

Lavoriamo con imprese che hanno bisogno di contenuti in quantità e con continuità, e che vogliono che parlino la lingua delle piattaforme dove verranno pubblicati.

  • PMI che alimentano i propri canali social e faticano a tenere il ritmo con le risorse interne
  • Aziende che lanciano un prodotto e hanno bisogno di materiale video in poche settimane
  • Marchi che investono in advertising e vogliono creatività che regga il confronto con i contenuti organici
  • Imprese di prodotto che devono mostrare l’oggetto in uso, in contesti reali
  • Aziende B2B che scoprono le comunità professionali e i creator che le abitano
  • Attività con più punti vendita, che hanno bisogno di contenuti diversi per luoghi diversi
Creator fotografa un piatto con lo smartphone durante una campagna di influencer marketing
FARO by Factory

Come lavoriamo: il metodo FARO

FARO è il metodo con cui affrontiamo ogni progetto. Applicato a una campagna con creator, tiene insieme la scelta dei profili, la qualità di ciò che producono e il diritto di riutilizzarlo.

Qual è la differenza fra un creator e un influencer?

Un influencer si paga per il pubblico che ha costruito: il valore sta nella raccomandazione verso persone che lo seguono.

Un creator si paga per quello che produce: il valore sta nel contenuto, che l’azienda può usare anche sui propri canali.

Molti profili fanno entrambe le cose, tuttavia il contratto e gli indicatori cambiano.

Che cosa comprende il servizio

Un contenuto girato bene continua a lavorare per mesi

La differenza fra una collaborazione e una libreria di contenuti sta in una riga di contratto.

Con i diritti d’uso concordati prima di girare, il materiale prodotto da un creator alimenta le campagne, le schede prodotto e la comunicazione interna per tutto il periodo stabilito.

È il passaggio che trasforma una produzione a scadenza in un patrimonio che resta all’azienda.

Come si sceglie un creator per il lancio di un prodotto?

Si parte dal formato che serve al lancio, non dal profilo.
Un prodotto che va mostrato in uso chiede un creator video; un prodotto che si valuta con l’occhio chiede fotografia.

Si guardano poi il portfolio nella categoria, i tempi di consegna e i diritti d’uso, perché il contenuto di lancio vive in advertising per mesi.

Da che cosa dipende l'investimento

L’impegno economico si compone del:

  1. compenso dei creator
  2. del lavoro di selezione, coordinamento e misurazione.

Entrambe le parti dipendono da scelte che facciamo insieme.

  • Il numero di contenuti e la loro frequenza di consegna
  • I formati richiesti, dallo scatto singolo al video con montaggio e sottotitoli
  • L’esperienza dei creator nella categoria, che incide sui tempi di lavorazione e sulle revisioni necessarie
  • I diritti d’uso: sola pubblicazione sul canale del creator, oppure riuso in advertising e sul sito, con durata e canali concordati
  • L’eventuale esclusiva di settore per il periodo della collaborazione
  • La presenza di riprese in luogo, che aggiungono trasferte e giornate di produzione

I primi contenuti arrivano in genere entro poche settimane dalla firma del brief. Definiamo il perimetro in un incontro, poi mettiamo per iscritto che cosa comprende.

I settori in cui lavoriamo

Il metodo resta lo stesso; cambiano le domande che le persone si fanno, i canali che rendono e i tempi della decisione. Questi sono i quattro ambiti in cui abbiamo la profondità maggiore.

Domande frequenti sui servizi di creator marketing

Che cosa distingue un creator da un UGC creator?

Il creator produce contenuti riconoscibili come suoi, con la propria firma visiva. L’UGC creator produce contenuti che sembrano girati da un cliente qualunque, e servono all’azienda per l’advertising. Sono due esiti diversi, e vanno chiesti esplicitamente nel brief.

Non necessariamente. Se il contenuto viene usato sui canali dell’azienda e in advertising, quello che conta è la qualità della produzione. Il pubblico del creator diventa rilevante quando la pubblicazione avviene anche sul suo profilo.

Dipende da ciò che si scrive nel contratto. La proprietà resta in genere al creator, mentre l’azienda acquisisce una licenza d’uso con durata, canali e territori definiti. Senza quella clausola il materiale non può essere usato in advertising.

Obiettivo del contenuto, formato e durata, numero di consegne, elementi obbligatori come prodotto e messaggio, ciò che va evitato, riferimenti visivi, tempi di consegna e numero di revisioni previste.

Per alimentare i canali con continuità serve un flusso costante, in genere alcune consegne al mese. Per un lancio, un blocco concentrato di contenuti in formati diversi permette di provare quali funzionano prima di investire in advertising.

Sui canali, con visualizzazioni, tempo di permanenza e interazioni. In advertising, con costo per risultato a parità di pubblico e di offerta. Il confronto fra creator si fa sugli stessi indicatori e nello stesso periodo.

Sì, ed è la scelta migliore quando il prodotto va mostrato dove viene fatto o usato. Le riprese in luogo aggiungono organizzazione e tempo, e restituiscono materiale difficile da ottenere altrimenti.

Cambiano i tempi, i costi di produzione e il linguaggio. Una troupe restituisce controllo totale e materiale pensato per formati lunghi; un creator restituisce quantità, velocità e un linguaggio nativo delle piattaforme. Le due cose convivono bene.

Raccontaci le tue esigenze, pensiamo noi a chi produce i contenuti giusti

Molte aziende sanno che i contenuti servono, e non è detto che sappiano già quali.
Un incontro serve proprio a questo: capire dove pubblichi, che cosa hai bisogno di mostrare e quanto a lungo quel materiale dovrà restare utilizzabile.
Da lì escono i formati, i creator adatti e i diritti d’uso da concordare.

4 unconventional people

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