Cerca
Close this search box.

Strategia di Content Marketing: la nostra checklist in 7 punti

Immagine in bianco e nero. Una mano sta scrivendo con un pennarello di colore viola la parola Content Marketing. La parola è posizionata al centro di altre parole disposte a raggera: Create, optimise, publish, promote, measure, links, seo, blog, social media.

In questo articolo analizziamo che cos’è una strategia di content marketing e come possiamo massimizzarne l’utilizzo in comunicazione sul web e sui social per migliorare la strategia di marketing e raggiungere gli obiettivi aziendali che ci siamo prefissati.

I contenuti principalmente utilizzati sul web sono: video, immagini, testi, audio.

Se vuoi trarre il massimo beneficio dal tuo lavoro, ricordati che i contenuti possono essere redatti anche in base alle regole e tecniche SEO. Questo ti permetterà di migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca, incrementare le opportunità di business e la tua Brand Awareness.

Nel gennaio del 1996, Bill Gates scrisse un articolo intitolato Content is King, pubblicato sul sito web di Microsoft.

Questo, con il tempo, è diventato un vero e proprio mantra per tutti coloro che si occupano di content marketing.

“Content is where I expect much of the real money will be made on the Internet, just as it was in broadcasting […]”

Ecco l’inizio del testo di Bill Gates che potrai trovare per intero a questo link Medium.

Se non hai modo di leggere l’intero articolo, nessun problema, ti faccio un breve sunto dei punti centrali:

  • internet consentirà a tutti di pubblicare contenuti informativi e d’intrattenimento ad un basso costo;
  • tutto questo porterà ad un guadagno derivato dall’advertising online.

Era il 1996, non dimentichiamolo, e sicuramente Gates ci ha visto molto lungo.

“Una delle cose più eccitanti di Internet è che chiunque abbia un PC e un modem può pubblicare qualsiasi contenuto possa creare.”

Possiamo quindi affermare che le strategie content marketing consistono nella creazione e pubblicazione sul Web di contenuti utili e di valore per i tuoi clienti e potenziali clienti (buyer Personas)!

su un tavolo in legno sono posizionati: una tazza di caffè, un tovagliolo bianco sul quale c'è una scritta di colore viola "content is king" ed una penna stilografica.

Ed ora vediamo la nostra check list in 7 punti.

Punto 1. La Strategia di Content Marketing mette le ali al tuo Business

Un salto nel tempo.

Come internet ha cambiato il marketing.
Con l’avvento di internet e del web in generale, tutto è cambiato.

Prima dell’avvento di internet la comunicazione avveniva in modalità definita push, cioè dalle aziende verso i possibili consumatori. In gergo markettaro questa strategia è definita outbound marketing. Cioè basata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Le interazioni ed i punti di contatto tra i due attori sono pochissimi.

La rete ha reso finalmente protagoniste le persone che utilizzano il web come fonte inesauribile di informazioni, contatti, analisi, comparazioni, recensioni.

Siamo così passati a quello che è definito “marketing conversazionale”, uno degli aspetti della strategia content marketing.

Il Marketing tradizionale parla alle persone. La strategia di contenuti parla con loro.

Doug Kessler, Creative Director e Co-Fondatore di Velocity Partners

Le strategie content marketing sono l’evoluzione del inbound marketing, strategia diametralmente opposta al outbound marketing. Sostanzialmente l’azienda predispone diverse attività marketing, tra le quali spicca il content, per essere trovata da nuovi clienti

La strategia content marketing ha quindi lo scopo finale di attrarre potenziali clienti tramite la creazione e diffusione di contenuti gratuiti di qualità e pertinenti che hanno carattere informativo e/o illustrativo.

L’azienda ha così l’opportunità di aumentare la considerazione che l’utente ha dell’azienda stessa, nel fornire il giusto prodotto o servizio.

Questo determina un incremento della web reputation (reputazione sul web), della visibilità e dell’attaccamento delle persone al Marchio.

Punto 2. I Valori della strategia di content marketing

Prima di spiegare come si pianificano i contenuti tramite il calendario editoriale e quali sono i benefici che possiamo ottenere, è per noi importante esprimerne i valori.

Come riportiamo nella pagina Spiritual Business, per la nostra agenzia, ogni attività marketing deve basarsi sui fondamenti del business etico.

Per creare la giusta credibilità e rispetto dell’utente, un contenuto deve essere: Coerente, Originale, di Valore, Diverso.

Strategia di contenuti coerente

Un contenuto deve essere coerente con le pagine del sito che lo ospitano.
Questa affermazione ha una duplice valenza.

Quella tecnica, cioè per incrementare la visibilità di un sito internet grazie alle strategie di content marketing, è fondamentale che ogni contenuto sia redatto in base alla mission del sito.

Quella etica. Sovente leggiamo articoli pubblicati su alcuni siti, che sono redatti per intercettare il sentiment delle persone di quel momento, ma che non hanno nessuna correlazione con la mission del sito.

Questi contenuti vengono redatti solo per intercettare pubblico e visite. Perché?
Generalmente perché integrano banner pubblicitari, ed è il sistema che l’autore ha per monetizzare il proprio lavoro.

A parte gli aspetti tecnico ed etico, il contenuto viene redatto per attirare il proprio potenziale cliente, quello che abbiamo definito come Buyer Persona.

È quindi fondamentale che realizziamo e pubblichiamo contenuti di valore che rispondano alle sue ricerche sul web, cioè alla sue esigenze.

Punto 3. Strategia di Content Marketing originale

Copia ed incolla, sono all’ordine del giorno. Sul web questo aspetto è portato all’ennesima potenza.
La frenesia di pubblicare tanti contenuti, può portare a prendere la via più rapida.
Cioè copio un po’ di qui ed un po’ di là, e il contenuto è pronto.
Ma questa prassi porta prima di tutto ad una penalizzazione da parte di Google, per “duplicazione di contenuto”.
Inoltre non stiamo creando nulla di originale per il nostro utente.
Questo è possibile verificarlo, ad esempio su Google News, quando ci sono notizie estremamente importanti e di forte impatto.
Leggi 5 articoli ed è come se ne avessi letto uno solo. Dove sta l’originalità? È quindi fondamentale realizzare contenuti originali.

Punto 4. Contenuti di valore e differenti

Questo è forse il punto più importante.

Creare contenuti di valore per l’utente che approda sul nostro sito, vuol dire creare contenuti che rispondano alle sue esigenze, e che risolvano uno o più dei suoi problemi.

Ad esempio. Hai un negozio che vende prodotti per gli animali e vuoi creare il tuo blog realizzando dei contenuti per gli utenti.

Gli spunti per crearli sono veramente tanti. È sufficiente chiedersi:

  • Come posso fare la differenza?
  • Quali sono le domande che il cliente mi fa ogni volta che viene in negozio?
  • Come posso aiutarlo?

Certo realizzare contenuti di valore ed originali è veramente difficile.

È un grande sforzo, ma è proprio questo che fa la differenza.

Molte volte vuol dire condividere il proprio know how ed esperienza gratuitamente.

Incontrando alcuni colleghi, mi è successo tantissime volte di sentirmi dire:

“ma tu sei un pazzo a pubblicare tutti quei contenuti. A spiegare come si fa una campagna Facebook, oppure come si utilizza Google My Business. Non verranno più da te. Faranno tutto da soli.”

Sarebbe come dire che è sufficiente leggere una ricetta per diventare Bastianich. Non credo proprio.

Creare contenuti originali, di valore e coerenti, invece, genera l’effetto contrario.

Permette di guadagnarci la fiducia del nostro pubblico potenziale, del nostro target. Non siamo li per vendere. Siamo li per spiegare.

Strategie di Content Marketing differente

La parola d’ordine è “diversi”.

È importante che il contenuto sia “bello” ma è sicuramente più strategico che sia interessante e diverso.

Un altro elemento importante che dobbiamo tenere in considerazione nel produrre un contenuto, è che non è mai “statico”.

Cioè lo stesso contenuto può vivere mille forme differenti in base al contesto ed al canale che utilizziamo. Ad esempio da una video intervista di 10 minuti, possiamo ricavarne altre più brevi. La stessa video intervista può essere trascritta in un articolo.

Abbiamo affrontato questo argomento all’ultimo punto della nostra check list.

Punto 5. Le infinite strade della strategia di content marketing

Infinite strade per farci conoscere ed intercettare dal nostro pubblico target.

Il content prende nomi differenti in base al tipo di contenuto prodotto, e al canale di comunicazione utilizzato.

Per questo motivo, se decidiamo di utilizzare diverse forme di comunicazione è fondamentale predisporre un piano editoriale che consenta di definire la tipologia ed il formato dei contenuti e dove verranno pubblicati.

Riportiamo le forme di content marketing più diffuse:

  • Content writing: contenuti testuali realizzati in base alle tecniche seo e posizionati sul vostro sito internet. In questo caso l’elemento dominante è il testo. Le immagini sono complementari.
  • Article Marketing: Articoli realizzati per essere posizionati su siti ospitanti. Quest’attività ha una duplice valenza. Creare visibilità e business al brand. Migliorare il posizionamento del suo sito grazie alla strategia di link building, in quanto l’articolo pubblicato contiene un link che rimanda al vostro sito.
  • Visual Marketing: Pubblicazione di immagini e video. In questo caso sono i media i veri protagonisti. Ne sono un esempio i video tutorial sui social network, le video guide, oppure le info grafiche.
  • Storytelling: Lo storytelling è entrato ogni giorno di più nel gergo quotidiano. Vuol dire raccontare storie che sappiano emozionare e coinvolgere l’utente
  • Viral Marketing: creazione di contenuti virali, studiati per coinvolgere e spingere l’utente a condividerli tramite i propri canali social.

Punto 6. Come moltiplicare un contenuto

Se pianificate un’accurata strategia di Content Marketing esiste la possibilità di moltiplicare un contenuto rendendolo fruibile in differenti modalità.

Il punto di partenza è il video.

Esempio video formato youtube e instagram

L’immagine che vi abbiamo riportato, rappresenta un frame di un video nello standard Full HD, cioè 1.920 x 1.080 pixel, formato 16/9.

Un video realizzato in questo formato può essere pubblicato sostanzialmente su tutti i Social Network (YouTube, Facebook, Linkedin, Google My Business, Instagram) e sul sito internet.

Il riquadro giallo indica, invece, il formato quadrato tipico di Instagram.

Se in fase di pianificazione del video e di realizzazione delle riprese teniamo in considerazione questi due formati differenti 16/9 (orizzontale) e quadrato, è possibile ricavare sequenze video nei differenti formati senza dover rifare le riprese.

Perché utilizzare i video come punto di partenza per la realizzazione dei contenuti e della strategia di Content Marketing?

Sui Social i video sono i supporti di comunicazione che generano maggior Engagement (interazioni) con gli utenti.

Hanno sorpassato di gran lunga le fotografie. A parte questo aspetto è importante segnalare che, se pianifichiamo a monte la struttura del video possiamo poi generare ulteriori supporti.

Ad esempio partendo da una video intervista della durata di 5/7 minuti, possiamo ricavare due ulteriori mini interviste di 60/120 secondi + brevi citazioni in video.

Ma non è finita qui, in quanto le video interviste possono essere trascritte e quindi dare luogo, con la stessa logica, ad 1 articolo ben strutturato + un paio di articoli mirati + alcune citazioni.

Inoltre durante le riprese si è soliti realizzare alcune fotografie, che possono essere utilizzate, insieme alle citazioni, per la realizzazione dei Post.

Volendo dai video si possono poi estrarre anche le sole tracce audio, per la realizzazione dei Podcast.

Questo semplice esempio consente di capire come è possibile ammortizzare il costo per la realizzazione delle riprese video e relativo montaggio, grazie alla produzione di ulteriori contenuti.

Ora immaginiamo di realizzare 10 clip video. Se si tratta di video interviste, generalmente le riprese non richiedono mai più di un paio d’ora per intervista.

Creazione dei contenuti partendo da 10 video

Come è possibile vedere dalla tabella, realizzando 10 video interviste della durata di 5/7 minuti è poi possibile creare:

  • 20 mini clip video da 1/2 minuti
  • 10 Articoli strutturati della lunghezza di 1.500 battute
  • 20 mini articoli della lunghezza di 700/1.000 battute
  • 30 immagini e citazioni per i social

La tabella riporta anche le diverse pubblicazioni dei singoli contenuti sul sito e i diversi Canali Social.

Grazie a questa semplice soluzione possiamo pubblicare:

Per un totale di 450 pubblicazioni.

La possiamo considerare una vera moltiplicazione dei contenuti. Chiaramente ogni Social utilizzerà Hashtag e condivisioni tipiche di quel canale.

Punto 7. Context marketing o content marketing strategia: cos’è più importante?

Context marketing: cos’è?

Content marketing significa, letteralmente, marketing del contenuto. Il context marketing, invece, altro non è che il marketing del contesto.

Ma qual è l’esatta definizione di contesto?

Secondo il dizionario della lingua italiana, esso si riferisce:

“agli elementi linguistici di un testo, il loro insieme e i rapporti che li legano l’uno con l’altro così da essere pienamente significativi solo se presi nel loro complesso.”

Insomma, il contesto è “quella cosa” che ci permette di comprendere il significato di un discorso o di una frase.

Proprio a causa del potere editoriale diffuso di cui abbiamo parlato poco sopra, il volume dei contenuti presenti in rete risulta essere in crescita esponenziale, per questo è nata la preoccupazione che, con il passare del tempo, si possa subire una sorta di perdita di valore degli stessi.

Il percorso che la maggior parte di noi intraprende prima di redigere un contenuto è incentrato sulle tre R:

  • right person, raggiungere le persone giuste;
  • right message, offrire il corretto messaggio;
  • right time, ovvero sfruttare il momento giusto.

Ecco la giusta formula del content marketing. Ma siamo certi che sia proprio così?

In effetti, esiste una quarta R: right context, il giusto contesto.

Il context marketing consiste nell’aggiungere un perché, un chi, un cosa e un quando a tutti i contenuti che indirizziamo ai nostri utenti.

Un esempio in questo senso può essere quello che facciamo quando ci occupiamo di Local SEO, ovvero fornire una perfetta geo-localizzazione a tutto quello che produciamo per i nostri canali digitali. Un adeguato contesto, appunto.

Il valore del contesto per la SEO

Il futuro della SEO è strettamente connesso al cambiamento di approccio nel processo di ricerca.

Google è in continua evoluzione, ed il suo algoritmo in trasformazione permette di restituire risultati di alta qualità e pertinenza, in risposta alle ricerche degli utenti.

Per ottenere questo, il suo algoritmo prende in considerazione molteplici informazioni come localizzazione e cronologia delle ricerche personali.

Se ti trovi a Milano e cerchi un posto dove pranzare vicino alla stazione Centrale, dovresti scrivere su Google “ristorante Milano vicino stazione Centrale”.

In realtà, se ti trovi in stazione Centrale e scrivi solo “ristorante”, Google ti restituirà le schede My Business dei vari luoghi in cui passare la tua pausa pranzo.

Questo perché la tua posizione influenza il risultato della ricerca.

Questo sviluppo porta quindi a diversi miglioramenti:

  • meno lavoro per l’utente in quanto può permettersi di formulare query meno specifiche;
  • il risultato sarà personalizzato e di maggior valore;
  • l’interazione tra utente e motore di ricerca si avvicina a quello di un dialogo.

La SEO sta cambiando e si sta evolvendo.

Il posizionamento di un brand sul web non è più solo correlato alle parole chiave (fondamentali, sia chiaro), ma anche e soprattutto al contesto di utilizzo.

Ci stiamo spostando verso un mondo in cui l’utente sarà al centro, per questo è necessario concentrare i propri sforzi nel posizionamento contestuale.

Conclusioni

La chiave del context marketing è quella di creare contenuti per raggiungere una dimensione aggiuntiva, per questo la sfida con le strategie di content marketing in realtà non esiste.

Il marketing contestuale serve semplicemente come guida per la produzione di contenuti efficaci e pertinenti alle ricerche degli utenti.

Se i lettori reputano i tuoi contenuti utili e capiscono di cosa ti occupi, in automatico Google ti premierà. Ecco perché devi sempre utilizzare il context marketing quando decidi di creare articoli, video ed immagini per i tuoi canali.

Vuoi saperne di più su come si sta evolvendo il marketing? Non perderti questi articoli:

Condividi su