Strategia, contenuti, automazione, relazioni con la stampa. Otto servizi che lavorano sullo stesso piano, con un solo responsabile e indicatori concordati all’inizio.
La maggior parte delle aziende che incontriamo fa già marketing. Pubblica sui social, manda newsletter, aggiorna il sito, ogni tanto esce su una testata di settore.
Ciascuna attività, presa da sola, funziona. Messe insieme raccontano storie diverse, parlano a persone diverse e si misurano con metri diversi.
Il risultato lo conosci: molto lavoro, tanti contenuti, e la sensazione che il ritorno resti sotto le attese.
La differenza la fa una regia — qualcuno che decide l’ordine delle cose e tiene insieme il filo.
Nelle prossime righe trovi come lavoriamo, che cosa comprende ciascun servizio e come si misura il risultato.
Un’azienda di venti persone genera in un anno decine di messaggi: il sito, i social, le campagne, le email ai clienti, la presentazione commerciale, la scheda prodotto, l’intervista sulla rivista di categoria.
Ognuno nasce in un momento diverso, spesso da persone diverse, quasi sempre con priorità diverse.
Da qui nascono 3 effetti che riconoscerai.
Una regia unica interviene esattamente qui. Stabilisce a chi parliamo, con quale promessa, in quale ordine e con quali numeri verifichiamo di esserci riusciti.
Poi ciascun servizio esegue la sua parte dentro quel disegno, mentre le scelte di fondo restano oggetto della consulenza strategica di marketing e comunicazione.
Ci sono momenti in cui un’azienda trae il beneficio maggiore dall’affidare la regia a chi guarda da fuori.
Questi sono i più ricorrenti fra i progetti che seguiamo.
In tutti questi casi il lavoro parte dallo stesso punto: capire dove sei oggi e dove vuoi arrivare entro dodici mesi.
Ogni progetto segue le quattro fasi del metodo FARO. Le trovi identiche su qualunque servizio, perché è la sequenza che rende confrontabili i risultati nel tempo.
Analisi del posizionamento attuale, del mercato e dei concorrenti, ascolto delle persone che in azienda parlano con i clienti.
Alla fine di questa fase hai per iscritto a chi ti rivolgi, con quale promessa e quali indicatori useremo.
Il piano: quali servizi attivare, in quale ordine, con quale calendario e quale ripartizione del budget.
Qui si decide anche che cosa resta al tuo team e che cosa affidi a noi.
L’esecuzione — contenuti, campagne, automazioni, relazioni con la stampa — con un solo referente di progetto e revisioni programmate.
Lettura mensile dei dati, correzione di ciò che rende meno, estensione di ciò che rende di più.
È la fase che rende il piano vivo per tutti i dodici mesi.
Comprendono otto aree che lavorano sullo stesso piano: analisi della concorrenza e posizionamento, naming, content strategy, inbound marketing, email marketing, marketing automation, customer experience, comunicazione per il crowdfunding e digital PR.
Un progetto ne attiva alcune, secondo gli obiettivi dell’azienda, sotto un’unica regia e con indicatori concordati all’avvio.
Ciascuna scheda porta alla pagina del servizio, dove trovi che cosa comprende, quanto tempo richiede e come si misura.
Chi sono davvero i tuoi concorrenti, che cosa presidiano e quale spazio resta libero.
È la fase che dà fondamento a ogni decisione successiva.
Il nome di un’azienda, di una linea o di un prodotto.
Un percorso fatto di analisi semantica, verifica di disponibilità e prova sul campo con le persone a cui il nome parla.
Il piano che decide quali contenuti servono, per chi, su quali canali e con quale ritmo. Sostituisce il calendario editoriale improvvisato con un disegno che dura.
Contenuti e percorsi che attraggono chi sta già cercando ciò che offri, e lo accompagnano fino alla richiesta di contatto.
La comunicazione di valore verso i contatti dell’azienda: newsletter, sequenze di benvenuto, riattivazione dei clienti dormienti.
Il sistema che sostiene tutto il resto: flussi automatici, punteggio dei contatti, integrazione con il CRM. Libera tempo alle persone per le attività a maggior valore.
Menzioni sulle fonti online che il tuo mercato consulta — testate di settore, portali, newsletter, podcast — e presidio della reputazione. È la leva che porta il tuo nome dentro le risposte degli assistenti conversazionali.
La preparazione e il racconto di una campagna di raccolta: pagina, materiali, calendario delle uscite, relazione con la comunità.
Alcuni progetti partono dall’esecuzione, perché la rotta è già chiara e serve qualcuno che la percorra.
Altri nascono da una domanda che sta più a monte: dove sta andando l’azienda, a chi vuole parlare nei prossimi tre anni, quale promessa può sostenere nel tempo.
Quando la domanda è quella, il lavoro comincia da un altro punto.
Con indicatori scelti all’avvio e letti ogni trenta giorni: contatti qualificati generati, costo per contatto, quota di visibilità sulle ricerche del settore, citazioni negli assistenti conversazionali, tasso di risposta sulle email, ricavo attribuito ai canali digitali.
Gli indicatori si concordano prima di partire, così il confronto fra mese e mese resta leggibile.
È la domanda che arriva per prima, e merita una risposta con criteri. Quattro elementi determinano la dimensione di un progetto.
Nel primo incontro ricostruiamo insieme questi quattro elementi e ti diamo una soglia minima di investimento realistica per il risultato che hai in mente, insieme ai tempi entro cui aspettarti i primi segnali.
Il metodo resta lo stesso; cambiano il linguaggio, i canali che rendono e le stagionalità. Questi sono i quattro ambiti in cui abbiamo la profondità maggiore.
Produzione alimentare, ristorazione, cantine e birrifici. Un settore dove la prova sul campo — degustazione, evento, creator locale — sostiene il digitale.
Brand di abbigliamento, accessori e gioielleria. Qui la coerenza dell’immagine su ogni punto di contatto vale quanto il prodotto.
Studi legali, commercialisti e società di servizi finanziari. Comunicazione sobria, competenza dimostrata, attenzione ai vincoli deontologici.
Hotel, strutture ricettive e destinazioni. Stagionalità, prenotazione diretta e reputazione online guidano ogni scelta di piano.
Otto aree: analisi della concorrenza e posizionamento, naming, content strategy, inbound marketing, email marketing, marketing automation, comunicazione per il crowdfunding e digital PR. Un progetto ne attiva quelle utili agli obiettivi dichiarati, dentro un piano unico con un solo referente.
Tre criteri aiutano più di ogni altro: chiedere quali indicatori verranno usati e con quale frequenza letti; verificare chi seguirà il progetto ogni giorno; farsi mostrare un caso in cui qualcosa ha reso meno del previsto e come è stato corretto. Le risposte a queste tre domande dicono molto sul metodo.
Le due strade convivono bene. Il team interno conosce il prodotto e i clienti come nessun altro; il partner esterno porta metodo, confronto con altri settori e continuità nei momenti di picco. Nei progetti che seguiamo la ripartizione si decide nella seconda fase, servizio per servizio.
I primi segnali misurabili arrivano fra il secondo e il terzo mese: contatti in ingresso, aperture delle email, posizioni in crescita sulle ricerche di settore. Il quadro completo si legge a dodici mesi, che è la durata su cui costruiamo il piano.
Il numero di servizi attivati, la quota di lavoro che resta al team interno, la durata e il punto di partenza dell’azienda. Nel primo incontro ricostruiamo questi elementi e indichiamo una soglia minima realistica, insieme ai tempi entro cui aspettarsi i primi segnali.
Come strumento che accelera le fasi ripetitive — ricerca, prima stesura, analisi dei dati — e libera tempo alle persone per le attività a maggior valore. Le decisioni di posizionamento, il tono e la relazione con i clienti restano a chi conosce l’azienda.
Sì. I progetti si conducono in gran parte da remoto, con incontri in presenza nei momenti che li richiedono: avvio, revisioni di piano e formazione al team. Le sedi sono a Milano e a Crema.
Factory Communication ha la sede legale a Milano e la sede operativa a Crema, e segue progetti in tutta Italia e per alcuni clienti all’estero.
La vicinanza aiuta nei momenti che vivono di presenza: l’avvio di un progetto, la formazione delle persone, la revisione del piano a metà anno.
Un’ora insieme per capire dove sei oggi, quali servizi hanno senso per i tuoi obiettivi e con quali indicatori misureremo il percorso. Alla fine dell’incontro hai un quadro chiaro, che resta tuo in qualunque caso.