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DEFINIZIONE

L’algoritmo sui social network è quell’insieme di fattori che decide quali post mostrare e a quali persone, decretando in questo modo il successo o l’insuccesso di una strategia. I dati che compongono gli algoritmi social si evolvono ed aggiornano in continuazione.


L’algoritmo di Facebook

Facebook, dalla sua nascita, ha registrato diverse modifiche nel suo algoritmo. A seguito dell’affollamento della piattaforma, spesso causato anche dalla pubblicazione di contenuti di scarso valore, il social network più utilizzato al mondo (circa 2 miliardi di utenti attivi giornalieri) ha fatto un’inversione di marcia, decidendo di dare più risalto alle persone e non alle aziende.

Questo cosa significa? Semplicemente vuol dire che, tutti i marchi presenti sulla piattaforma sono “costretti” ad investire in advertising per ottenere una maggior visibilità.

Facebook guadagna dalle inserzioni, quindi dagli investimenti dei vari brand che decidono di utilizzarlo per promuoversi e per raggiungere un pubblico più ampio. Se ti stai chiedendo se ha ancora senso usare Facebook per la tua azienda, la risposta è sì. Nessuna piattaforma di promozione è gratuita, e nemmeno il social di Menlo Park lo è.

L’algoritmo di Instagram

Instagram, in un suo recente comunicato stampa, ha svelato l’esatto funzionamento del suo algoritmo. Se al momento della sua nascita, il social network fotografico mostrava i post pubblicati in ordine cronologico, ad oggi ci troviamo con un feed basato sulla pertinenza.

Secondo i dati Instagram, prima di questa modifica di algoritmo, gli utenti non riuscivano a vedere il 70% di tutti i post ed il 50% di quelli pubblicati dagli amici. Dati alla mano, è stato dimostrato che la variazione abbia portato gli iscritti alla piattaforma a vedere il 90% dei post dei propri amici, oltre che quelli delle aziende seguite.

Andiamo ora a vedere com’è cambiato l’algoritmo e quali sono i fattori che contribuiscono alla visione dei post dei “seguiti” su Instagram, che si possono riassumere come:

  • interesse;
  • recency;
  • relazione.

Tutto parte dalla previsione da parte di Instagram del potenziale engagement di un contenuto pubblicato. Questa viene effettuata attraverso l’intelligenza artificiale, in grado di comprendere i contenuti simili in passato apprezzati dai singoli utenti, ecco perché si parla di interesse.

Altro fondamentale è la recency, ovvero il tempismo con il quale un post video o fotografico viene pubblicato. Anche se di minor importanza rispetto al passato, il fattore temporale resta comunque uno degli ingredienti che compongono il nuovo algoritmo.

In ultimo, ma non certo per importanza, su Instagram contano le relazioni. L’intelligenza artificiale verifica il rapporto tra gli utenti, scegliendo di mostrare i post delle persone più vicine, calcolando le interazioni tra loro.

A questi tre criteri si aggiungono poi altri fattori minori come la frequenza di accesso all’app, il numero di persone seguite e perfino la durata delle sessioni.

L’algoritmo di LinkedIn

Su LinkedIn, i contenuti sono molto più longevi rispetto a Facebook. Questo avviene proprio perché il suo algoritmo è studiato per mostrare tutti quei post che possono interessare ad un utente.

In particolare, esso tiene conto della cronologia dei contenuti postati e della forza delle connessioni presenti tra te e coloro che compongono la tua rete professionale.

Insomma, maggiore sarà la cura che avrai del tuo profilo LinkedIn e nelle relazioni, maggiori saranno le probabilità di ottenere un alto engagement con il tempo.

Gli altri social network

In linea generale, tutti i social network si stanno evolvendo verso la pertinenza dei contenuti dell’utente, e così è anche per Twitter e Pinterest: due social che sono certamente meno utilizzati (almeno in Italia) rispetto a quelli sopracitati.

 

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