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DEFINIZIONE

I black hat non sono altro che hacker malintenzionati e con intento criminale. In campo SEO, questo termine si utilizza per tutti coloro che utilizzano tecniche non proprio ortodosse per il posizionamento sui motori di ricerca.


Il termine black hat nasce dal cinema, precisamente dal critico Roger Ebert. Il cappello nero (black hat, appunto) era sempre indossato dai cattivi, a cui si contrapponeva sempre un cappello bianco, ovvero quello indossato dal buono.

La metaforma del black hat / white hat è stata poi ripresa in ambito informatico e, negli ultimi anni, è stata applicata anche alla SEO.

Black hat SEO

I black hat SEO sono persone esperte nel posizionamento sui motori di ricerca che si avvalgono di tecniche poco lecite e poco rispettose delle linee guida, con il fine di scalare la SERP. Sono considerate tecniche di black hat:

  • keyword stuffing: l’aumento snaturato e sconsiderato della frequenza delle parole chiave all’interno di un testo, con la speranza di aumentare la possibilità di posizionamento per quelle determinate keyword;
  • testo e link nascosti: alcuni black hat utilizzano testo dello stesso colore dello sfondo della pagina e link nascosti, presenti e non visibili, per migliorare il proprio posizionamento in SERP;
  • cloaking, ovvero pagine create appositamente per i motori di ricerca differenti da quelle viste dagli utenti. In poche parole, quando viene identificato uno spider all’interno del sito, uno script gli mostra una versione differente della pagina web;
  • desert scraping: tecnica che consiste nel prelevare contenuti non più indicizzati da Google e riutilizzarli sulle proprie pagine;
  • link spam: utilizzare software e / o circuiti automatici di scambio link per aumentare la propria popularity;
  • pagine doorway o gateway: pagine senza contenuto create al mero scopo di essere indicizzate dai motori di ricerca per spingere altre pagine. Inutili per gli utenti in quanto non contengono nessun tipo di informazione.

Fare questo tipo di SEO è assolutamente sconsigliato. Sebbene si possano ottenere risultati di posizionamento nell’immediato, è bene sapere che Google tende a penalizzare queste tecniche, rendendo di fatto il lavoro inutile.

È sempre bene ricordare che i motori di ricerca sono piuttosto inflessibili davanti alla black hat SEO e le conseguenze possono arrivare fino alla cancellazione dall’indice di Google.

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Black hat

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