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Spot di Natale 2022: la nostra top 5

Classifica Spot di Natale 2022 Factory communication

Gli spot di Natale 2022 non deludono le aspettative. Come da tradizione anche quest’anno le più grandi aziende globali hanno realizzato storie capaci di strappare una lacrima anche al più duro degli spettatori.

Perché le aziende investono nei commercials di Natale?
Il fine non è vendere subito un prodotto o un servizio.
Attraverso questi storytelling invece le aziende possono posizionarsi in maniera affettiva nei confronti dei clienti, abbracciando valori e temi importanti per le proprie persone. Sono quindi azioni di brand reputation.

Consideriamo che gli spot natalizi spesso sono firmati da registi di fama o agenzie pubblicitarie di primissimo ordine.
Se le compagnie sono disposte ad affrontare questo investimento è perché il branding e la reputazione sono aspetti fondamentali per la crescita del business.
Questo vale per ogni azienda e libero professionista: tutti siamo chiamati a curare il nostro brand, con investimenti commisurati alle esigenze effettive.

I nostri 5 spot di Natale preferiti nel 2022

Non ti diciamo nulla di nuovo specificando che in questi spot sono i legami famigliari e affettivi a salire sul palcoscenico: è Natale. Ma troveremo anche qualche sorpresa, come nel caso di Pringles.

Ogni brand racconta il Natale con il suo tono di voce ed impersonando una funzione narrativa specifica. In questo modo si pone in una posizione molto chiara nella mente e nel cuore dei clienti. Lo vedremo insieme, spot per spot nella nostra classifica.

Ecco i nostri preferiti:

The beginner – John Lewis

Lo spot di Natale di John Lewis, azienda UK nel settore retail, è sempre attesissimo e non delude mai.
In questo Natale 2022, ci presenta un uomo adulto “The beginner”, intento ad imparare ad andare con lo skateboard.
Ad ogni tentativo, mal di schiena e piccolo infortuni lo torturano sempre un po’ di più.
La compagna lo sostiene in questa missione impossibile. L’uomo continua ad allenarsi giorno e notte.

Chi guarda lo spot non riesce a capire dove voglia andare a parare e perché “The beginner”, alla sua età, insista tanto per imparare ad andare con lo skate a costo di farsi male.
La risposta arriva alla fine. Bussano alla porta. Una signora dei servizi sociali accompagna a casa del Beginner e della sua compagna una ragazzina in affido che, un po’ spaventata, stringe uno skate. Il Beginner diventa un papà in affido, pronto ad affrontare la strada sulla tavola insieme alla ragazza.

Con questo spot John Lewis presenta la sua iniziativa benefica a sostegno dei progetti di affido nel Regno Unito, con Action for Children e Who Cares? Scotland. L’informazione viene data in chiusura, con una scritta in sovrimpressione.

La funzione narrativa di John Lewis è di porsi come aiutante, assieme al cliente, dei ragazzi e delle famiglie coinvolte nel progetto, che sono protagoniste assolute dello spot.
Lo spot è firmato dalla Adam & Eve/DDB.


Pringles – It’s Pringles Season! Merry Footivtities!

Di tutt’altro tono lo spot di Pringles che celebra lo strano Natale 2022 in compagnia dei Mondiali di Calcio in Qatar.

Musica frizzante, scritte che cambiano rapidamente e ironia di fondo.
Non sappiamo bene in che stagione ci troviamo, se nel clima natalizio o nel clima (di solito estivo) che viviamo durante il campionato mondiale.
Questo gioioso mix and match si vede già dal titolo dello spot, con il neologismo “Footivities”.

E allora, nel dubbio, Pringles ci invita a festeggiare insieme. Un inno alla leggerezza che si distacca un po’ dal mood di tutti gli altri spot del Natale 22.
La regia è di Noah Harris.


Coca Cola – The Holidays always finds a way

Coca Cola ci strappa una lacrima e ci presenta sulla scena un giovane adulto alle prese con la cucina per il Natale e un vecchio ricettario.
Non appena stappa una bottiglia di Coca, la telecamera inquadra un’elegante signora anziana, con tuppo e tailleur, che osserva bonariamente gli sbagli del giovane e gli dà consigli per preparare al meglio tutte le leccornie.

Finalmente la preparazione è finita. Il ragazzo resta con la teglia in mano mentre la signora si dissolve.
Sorridente, si siede ad una tavola imbandita con famigliari e amici a festeggiare il Natale.
Il ritratto della signora troneggia nella sala da pranzo, tra gli affetti che non ci sono più.

Coca Cola è maestra nel portare in scena la magia del Natale in tutte le sue sfaccettature, scegliendo sempre la posizione narrativa dell’”aiutante”: chi beve Coca Cola vive emozioni positive e di condivisione.
Lo spot fa parte della campagna globale “Real Magic” targata McCann.


Amazon – Joy is made

Lo spot diretto dal regista premio Oscar Taika Waititi e dall’agenzia Lucky Generals vede protagonisti un papà e una figlia. La bambina ha un attaccamento speciale ad una palla di neve di vetro. Non la lascia mai, neanche per andare a scuola o dal dentista.

Così al papà viene un’idea, che può realizzare solo con l’aiuto di Amazon e della sua Community.
Riproduce nella serra in giardino la palla di neve a grandezza naturale, con un pupazzo e tantissime lucine, per far vivere a sua figlia un’esperienza unica e magica.
Ovviamente, ha realizzato tutto questo con i prodotti acquistati su Amazon.

Anche il colosso dell’e-commerce sceglie la posizione narrativa dell’aiutante, lasciando che siano i clienti a vivere il ruolo di protagonisti. Secondo il GM del marketing di Amazon, lo spot vuole celebrare proprio l’inventiva dei suoi clienti, capaci di realizzare con le proprie mani progetti incredibili.


Disney – The gift

La Disney è un altro appuntamento fisso per gli amanti degli spot del Natale. Con il video di animazione The Gift si conclude la serie From Our Family To Yours, legata ad un’iniziativa benefica. La creatività è stata gestita completamente all’interno dell’azienda.

Lo storytelling esalta il legame tra fratelli. Ci presenta la famiglia di Nicole (la piccola protagonista dello spot del 2020, ormai diventata mamma) alle prese con i preparativi del natale e l’arrivo di un nuovo bambino.
Durante la gravidanza, la figlia più piccola di Nicole, Ella, si sente un po’ messa da parte.
In suo soccorso arriva sempre il fratello maggiore Max, che le regala un peluche di Topolino per tenerle compagnia.

Finalmente arriva il grande giorno: il fratellino nasce e mamma e papà tornano a casa con il nuovo arrivato. Ella è titubante quando si avvicina, ma, nel momento in cui lo vede, inizia a volergli bene. Il neonato piange. Ella fa un piccolo gesto di amore: si separa dal suo peluche per metterlo nella culla e calmare il bambino.

Qui non è la Disney ad occupare il ruolo dell’aiutante (che è invece il fratello maggiore). L’azienda, nel simbolo del peluche del suo miglior esponente Topolino, svolge la funzione dell’oggetto magico. Nelle favole tradizionali, non a caso, è sempre l’aiutante che dà al protagonista un oggetto magico che gli permette di compiere un’impresa (non importa che sia una piccola impresa quotidiana come quella di Nicole, o che sia la storia di Aladin).
E la Disney, va detto, di favole se ne intende.

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