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Page Experience, Il Nuovo Aggiornamento Di Google 2021. Cosa Cambierà?

La Page Experience indica l'esperienza dell'utente su un sito internet

La strategia SEO non riguarda solo i contenuti ma anche come è strutturato un sito internet.

In questo articolo riportiamo 3 parametri fondamentali per misurare la Page Experience.

Tempo di lettura: 4 minuti

Da sempre la User Experience è un aspetto di considerevole importanza per Google. Così ha pensato bene di affidarle un ruolo ancora più importante.

Infatti recentemente, il colosso dei motori di ricerca, ha annunciato il rilascio di un nuovo aggiornamento, previsto per il 2021, che mette al centro proprio la User Experience.

Il nuovo aggiornamento algoritmico, giudicherà i contenuti web proprio in base all’esperienza che offriranno all’utente, classificandoli e posizionandoli seguendo questo criterio.

Ancora non esiste una data certa del rilascio di questo nuovo aggiornamento. Tuttavia abbiamo a disposizione le informazioni necessarie per prepararci al meglio, ed affrontare questi nuovi cambiamenti.

Scopriamo le Web Vitals

Secondo Google, “Le grandi Page Experiences consentono alle persone di fare di più e impegnarsi più profondamente; al contrario, una brutta Page Experience potrebbe impedire a una persona di trovare le informazioni preziose che gli interessano della pagina.”

Nonostante l’epidemia di Covid-19 che ha colpito tutto il mondo, Google non si è fermato.
Ed è così che il motore di ricerca più conosciuto del mondo, ha annunciato la nascita di specifiche metriche, da utilizzare per misurare, e migliorare, l’esperienza sui nostri siti: le Web Vitals.

Come dicevamo, le Web Vitals sono particolari metriche su cui dobbiamo concentrarci per migliorare la User Experience dei nostri visitatori, così da mantenere un buon posizionamento del nostro sito sul motore di ricerca. Anche con il nuovo aggiornamento.

Ovviamente con Web Vitals intendiamo un grande insieme di parametri a cui fare riferimento. Quindi per concentrarci in maniera più specifica sui vari aspetti dell’esperienza utente, Google ci parla di Core Web Vitals:

“Core Web Vitals è un insieme di metriche centrate sul mondo reale, e centrate sull’utente, che quantificano gli aspetti chiave della user experience”.

È ovvio che con l’avvento del nuovo aggiornamento, e la focalizzazione sulla User Experience, i Core Web Vitals potrebbero aumentare. Tuttavia, per il 2020, Google ne identifica principalmente 3. Ed ognuno con un punto focale ben distinto.

LCP (Largest Contentful Paint)

LCP riguarda il caricamento. Quindi indica quanto tempo impiega un contenuto a caricarsi.

Più precisamente, Largest Contentful Paint misura il tempo di caricamento dell’elemento più importante, o più grande, della tua pagina. L’LCP si focalizza sull’elemento più grande, proprio perché, teoricamente, date le dimensioni, sarebbe da considerarsi l’elemento più importante della tua pagina, e quindi il suo punto focale. E ovviamente questo contenuto può essere un’immagine, un blocco di testo, o un altro tipo di contenuto.

Suggerimenti di Google relativi al Largest Contentful Paint (LCP)

Seguendo i suggerimenti di Google, per avere una buona Page Experience, dovremmo fare in modo che il nostro LCP non superi i 2,5 secondi di caricamento. I contenuti che superano i 4 secondi di caricamento, vengono classificati come “mal funzionanti”, e funge da campanello d’allarme. In questo caso, dobbiamo procedere a modificare il nostro contenuto, ottimizzandolo al meglio.

Parametro LCP Largest Contentful Paint di Google

Inoltre, è bene ricordare che l’LCP risulta influenzato da alcuni fattori, come:

  • Tempi di risposta del server (in caso di server lento, è bene tenere in considerazione questo fattore)
  • JavaScript e CSS che causano problemi al rendering
  • Contenuti pesanti e non ottimizzati

Quindi analizziamo bene tutti questi elementi, che potrebbero influenzare il risultato della nostra valutazione LCP.

FID (First Input Delay)

FID riguarda l’interattività. Quindi esamina il tempo impiegato da un browser per rispondere a un’interazione dell’utente, come il clic su un bottone (Call To Action) per esempio.

In questo caso, la pagina apparirà più reattiva, se il nostro browser reagirà velocemente alle azioni.

Suggerimenti di Google relativi a First Input Delay (FID)

Google consiglia di mantenere il FID inferiore a 100 ms, per fare in modo che la pagina risulti reattiva alle azioni dell’utente e quindi una buona Page Experience. Oltre i 100 ms, il nostro contenuto verrà considerato poco reattivo, penalizzando la nostra posizione nella sua classifica finale.

Parametro FID First Input Delay di Google

CLS (Cumulative Layout Shift)

CLS riguarda la stabilità visiva. Che non riguarda quindi il tempo di caricamento o di risposta.

Hai presente quando stai per cliccare su un pulsante, ma ad un certo punto il testo “si sposta” senza preavviso, magari facendoti cliccare il pulsante sbagliato?

Ecco un esempio di pessima User Experience. E CLS misura proprio lo “spostamento” dei tuoi contenuti sullo schermo. Quindi un basso CLS, equivale ad una buona esperienza utente.

Suggerimenti di Google relativi a Cumulative Layout Shift (CLS)

La stabilità visiva è considerata molto importante da Google, proprio perché un mal funzionamento della stessa, porta alla frustrazione dell’utente, e quindi ad una pessima Customer Experience.

Di conseguenza, dobbiamo considerare “buono” qualsiasi valore inferiore a 0,1, mentre considereremo invalidante un valore superiore a 0,25.

Parametro CLS Cumulative Layout Shift di Google

Ovviamente nella misurazione non vengono considerati gli elementi che si spostano per volontà del creatore del sito. Ad esempio, un menu “a tendina” che si apre, non verrà considerato come elemento invalidante.

Da tenere in considerazione sono gli annunci pubblicitari. Infatti spesso sono loro i colpevoli del nostro malfunzionamento CLS.

Controlliamo sempre l’ottimizzazione JavaScript, ma anche le nostre immagini, le cui dimensioni portano spesso ad uno spostamento dei testi, a causa del loro caricamento lento, o alla loro “pesantezza”.

Parametri Web Vitals di Google

Come misuriamo le Web Vitals?

Ok, tutto molto interessante. Ma come misuro le Web Vitals?

Per misurare le Web Vitals, abbiamo a disposizione diversi strumenti, molto performanti.

Probabilmente alcuni li conosci già, ma elenchiamo i principali, per scacciare qualsiasi dubbio.

  • Chrome User Experience Report, che ci consente di misurare la user experience di un utente, anche per un ciclo di 28 giorni
  • Experience Section, nel pannello Prestazioni di DevTools. Questo strumento ci aiuta a misurare l’instabilità dei nostri contenuti.
  • Nuovo Report Core Web Vitals di Search Console, che fornisce un report delle prestazioni del tuo sito.
  • Estensione Web Vitals di Chrome, che ci permette di accedere rapidamente alle metriche relative al browser.
  • PageSpeed Insights ci offre consigli su cosa, e come, migliorare le nostre prestazioni web.
  • Lighthouse di Google. Inizialmente realizzato per il controllo delle Progressive Web App, al momento risulta anche un ottimo strumento per misurare le nostre prestazioni web. Considerato anche più performante di PageSpeed Insights. Qui scarichi l’estensione da installare sul tuo Browser Lighthouse

User Experience al centro. Seguiamo la filosofia dell’Inbound Marketing

Con il nuovo aggiornamento di Google 2021, queste Web Vitals verranno combinate a fattori già esistenti, per valutare i contenuti web e poterli posizionare nella sua classifica. Tra cui ricordiamo:

  • HTTPS
  • Compatibilità con dispositivi mobili
  • Sicurezza di navigazione

Questi, combinati con le nuove metriche annunciate da Google, forniranno al motore di ricerca gli elementi essenziali per giudicare la User Experience del nostro sito. E se rispetteremo tutti i suoi parametri, ci ripagherà con un’ottima indicizzazione dei nostri contenuti.

Ma non dimentichiamo mai i nostri contenuti! Infatti non hanno smesso di essere il fulcro della nostra Strategia di Marketing e Comunicazione.

I contenuti di valore, come ci insegna la filosofia dell’Inbound Marketing, hanno sempre un ruolo centrale nella nostra attività.

Infatti per poter creare una relazione solida e duratura con gli utenti, avremo sempre bisogno di offrire il nostro know-how, con etica e costanza. Ed è anche per questo motivo che noi di Factory Communication puntiamo a realizzare una strategia di Focalizzazione personalizzata per ogni nostro cliente.

Il contenuto giusto, alla persona giusta, nel momento giusto. Solo così, attraverso una strategia di focalizzazione sulla nostra buyer persona di riferimento, il nostro business avrà successo.

Come già detto, l’aggiornamento algoritmico di Google è previsto per il 2021, ma ancora non abbiamo una data certa del rilascio.

Tuttavia abbiamo abbastanza informazioni per procedere con la nostra strategia, e iniziare a preparare i nostri contenuti in un’ottica orientata completamente verso la User Experience.

Quindi rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro! Google ci ha offerto qualche mese di vantaggio per prepararci… perché non approfittarne?

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